Smr, il nuovo nucleare tra promesse e mezze verità: la partita globale e il nodo italiano
Mini reattori nucleari, maxi dubbi: cosa c’è davvero dietro il ritorno del nucleare? Una strategia energetica basata sull'illusione modulare: gli Smr tra ambizioni globali e realtà irrisolte
Gli Smr, i piccoli reattori nucleari modulari, sono al centro di un rinnovato interesse globale per l’energia atomica. Dietro l’acronimo si celano tecnologie molto diverse tra loro, promesse di decarbonizzazione e investimenti miliardari, ma anche costi incerti, ritardi strutturali e, per l’Italia, un contesto geografico e politico che rende il discorso più complicato di quanto le narrazioni ufficiali lascino intendere
Il mercato globale degli Small Modular Reactor (Smr) potrebbe raggiungere 53,8 miliardi di dollari entro il 2036 e quasi 300 miliardi entro il 2046, secondo le proiezioni della società di intelligence di mercato IdTechEx.
Numeri che spiegano l’accelerazione degli investimenti privati e pubblici in tutto il mondo, a partire dagli Stati Uniti, dove giganti tecnologici come Meta, Amazon e Google stanno finanziando startup nucleari come Oklo, X-Energy e Kairos Power.
La domanda energetica dei data center per l’intelligenza artificiale è uno dei principali driver di questa ripresa. Ma altrettanto decisiva è la pressione geopolitica: la dipendenza dal gas russo e il blocco dello stretto di Hormuz hanno riportato la sicurezza energetica al centro delle agende di governo in Europa e Nord America, mentre gli obiettivi net-zero impongono soluzioni di potenza di base a basse emissioni che le sole rinnovabili, per loro natura intermittenti, non riescono ancora a garantire da sole.
Vuoi ricevere le news di GreenPlanner direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti al canale WhatsApp oppure al canale Telegram e non perderti più nessuna informazione.
Un laboratorio di vita sostenibile
GreenParlor2 nasce all’interno di un ex ostello oggi trasformato nella redazione di GreenPlanner. Una scelta che racconta già molto del progetto: qui il giornalismo ambientale incontra la vita quotidiana, la riflessione culturale si intreccia con l’esperienza concreta e il sapere diventa occasione di confronto.
Chi partecipa alle residenze entra infatti nel vivo dell’universo GreenPlanner, condividendo spazi e momenti con un team che ogni giorno si occupa di sostenibilità, ambiente, innovazione e cultura.
Le residenze prendono ispirazione dai principi della biomimesi: osservare la natura, comprenderne gli equilibri e lasciarsi guidare da essi per ripensare abitudini, relazioni e comportamenti.
L’obiettivo non è proporre teorie astratte, ma creare esperienze semplici, profonde e replicabili nella vita di tutti i giorni.
Vuoi ricevere le news di GreenPlanner direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti al canale WhatsApp oppure al canale Telegram e non perderti più nessuna informazione.
L’Italia: sismicità, scorie e referendum irrisolti
Prima di entrare nel dettaglio tecnico, vale la pena fermarsi sul contesto italiano. Il nostro Paese, nel 1987, ha chiuso le proprie centrali nucleari dopo Chernobyl, nel 2011 ha confermato con un secondo referendum la propria contrarietà all’atomo, e ospita sul proprio territorio una delle reti sismiche più attive d’Europa.
Nel solo 2024, secondo i dati della Rete Sismica Nazionale dell’Ingv, sono stati localizzati 16.826 terremoti, pari a una media di 46 eventi al giorno, con un incremento di 500 rispetto al 2023.
Praticamente nessuna area del Paese può considerarsi esente dal pericolo sismico, derivante dalla collocazione dell’Italia tra la placca euroasiatica e quella africana.
A questo si aggiunge una morfologia che include vulcanismo attivo - i Campi Flegrei, l’Etna, lo Stromboli - e una densità abitativa che rende la scelta dei siti per impianti nucleari un problema di governance prima ancora che tecnico.
Il deposito nazionale unico per i rifiuti nucleari, previsto da anni, non è ancora stato costruito. Il luogo tecnico per la sua realizzazione è stato individuato, ma ogni proposta concreta ha incontrato forti opposizioni da parte delle popolazioni locali.
E si tratta di scorie già esistenti, ereditate dalle centrali dismesse negli anni Novanta: costruire nuovi reattori prima di aver risolto questo problema sarebbe, per dirla con i tecnici, “aggiungere un passivo a un passivo irrisolto“.
Cosa sono gli Smr: due generazioni a confronto
Dal punto di vista tecnico, gli Smr sono reattori a fissione nucleare con potenza inferiore ai 300 megawatt elettrici (MWe), parzialmente prefabbricati in fabbrica.
Il vantaggio rispetto alle centrali tradizionali sta nel cambio di logica economica: invece di fare economia di scala sulla dimensione del singolo impianto - le grandi centrali da oltre 1.000 MWe - la si fa sul volume di produzione, con componenti standardizzati e tempi di cantiere ridotti.
Il mercato si divide in due categorie principali. I design di terza generazione avanzata (Gen III+) iterano sulle tecnologie già largamente diffuse - i reattori ad acqua in pressione (Pwr) e ad acqua bollente (Bwr) - con margini di sicurezza migliorati e processi autorizzativi più rapidi perché basati su tecnologie consolidate. Aziende come NuScale, Rolls-Royce Smr e Ge-Hitachi appartengono a questo filone.
I design di quarta generazione (Gen IV) adottano invece approcci radicalmente diversi: reattori ad alta temperatura con gas refrigerante (Htgr), a metalli liquidi veloci (Lmfr) e a sali fusi (Msr).
La differenza più rilevante riguarda le temperature operative: mentre i reattori ad acqua operano tra i 250 e i 300°C, i design Gen IV raggiungono dai 500 ai 1.000°C.
Temperature più elevate significano non solo una migliore efficienza termodinamica, ma anche la possibilità di fornire calore di processo direttamente all’industria pesante - siderurgia, produzione di idrogeno, sintesi chimica - aprendo mercati che vanno ben oltre la semplice generazione elettrica.
Vuoi ricevere le news di GreenPlanner direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti al canale WhatsApp oppure al canale Telegram e non perderti più nessuna informazione.
Lo stato dell’arte: chi è operativo e chi no
Il quadro reale degli Smr in esercizio commerciale è più limitato di quanto la narrativa degli investimenti farebbe supporre. Al momento esistono solo tre impianti Smr operativi nel mondo: uno in Cina e due su una nave russa.
La Cina ha completato nel 2022 il primo Smr commerciale Gen IV al mondo: l’Htr-Pm, un reattore a letto di ciottoli raffreddato a gas da 100 MWe, sviluppato dalla China National Nuclear Corporation (Cnnc).
In Russia, i due reattori operativi sono montati sulla nave Akademik Lomonosov, basati su tecnologia Pwr da 32 MWe ciascuno: la costruzione è iniziata nel 2007, avrebbe dovuto richiedere tre anni, si è conclusa nel 2018, e i costi sono triplicati rispetto alle stime iniziali.
Nel 2025, quattro reattori risultano in fase di costruzione: uno in Russia, uno in Argentina, uno in Cina e uno negli Usa (Kairos Power).
Per i modelli sviluppati da imprese leader del settore la cui costruzione non è stata ancora avviata, le stime dei produttori per i primi prototipi commerciali variano dal 2029 al 2039, secondo l’Iea.
I costi: il nodo irrisolto
Le promesse di economicità degli Smr si scontrano con i dati empirici disponibili. Il costo del progetto Smr di NuScale con Uamps, inizialmente stimato a 3 miliardi di dollari con entrata in operazione nel 2024, era salito a 9,3 miliardi al momento della cancellazione del progetto nel novembre 2023. I costi del progetto argentino Carem 25 sono cresciuti del 600% rispetto alle stime iniziali del 2013.
Sul fronte del costo del kWh prodotto (Lcoe), i first-of-a-kind Smr mostrano oggi un Lcoe attorno ai 180 dollari per MWh, con proiezioni di riduzione fino a circa 100 dollari/MWh entro il 2030 grazie a innovazione e scaling produttivo.
Il confronto con le rinnovabili è impietoso: nel 2024, l’eolico onshore mostrava un Lcoe medio globale di 34 dollari/MWh e il fotovoltaico di 43 dollari/MWh, secondo i dati Iea/Irena.
Il vantaggio degli Smr - e del nucleare in generale - è strutturalmente diverso: non il costo marginale di generazione, ma la dispatchability, ovvero la capacità di erogare potenza costante indipendentemente dal meteo e dall’ora del giorno, funzione che le rinnovabili da sole non svolgono senza sistemi di accumulo su larga scala.
Vuoi ricevere le news di GreenPlanner direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti al canale WhatsApp oppure al canale Telegram e non perderti più nessuna informazione.
Il piano italiano: obiettivi ambiziosi, fondamenta incerte
Il piano nucleare del governo Meloni punta all’introduzione degli Smr con un obiettivo di 0,4 gigawatt entro il 2035 e di 7,6 gigawatt complessivi entro il 2050.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 28 febbraio 2025 un disegno di legge delega “in materia di energia nucleare sostenibile“, un provvedimento non immediatamente operativo che deve essere esaminato dal Parlamento prima di tradursi in decreti attuativi.
Il ddl prevede anche l’elaborazione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile e la creazione di un’Autorità di sicurezza nucleare indipendente, con l’obiettivo di snellire il processo autorizzativo e riformare la governance del settore.
Il timing dichiarato - Smr operativi dal 2030 - appare difficilmente compatibile con la maturità tecnologica effettiva del settore e con i tempi di qualsiasi iter autorizzativo complesso in Italia.
Un numero crescente di studiosi evidenzia come gli Smr non possano essere considerati la risposta alla transizione energetica entro le scadenze dichiarate, per via dei costi, dei tempi di costruzione e dei rischi tecnologici ancora elevati.
La questione del deposito nazionale per le scorie rimane irrisolta. La tecnologia Smr è stata descritta dal Coordinamento Free come ancora in fase sperimentale, senza impianti commerciali operativi nel mondo occidentale.
Costruire una filiera nucleare in un paese senza la catena di fornitura, le competenze regolatorie consolidate e una soluzione già operativa per i rifiuti atomici esistenti richiede un orizzonte di policy ben più lungo di un mandato governativo.
Le news più lette della settimana
Ppa, CfD, Tolling: tutti gli strumenti utili per risparmiare sul costo dell’energia
Heysun 2026, il Mediterraneo come asse della transizione energetica
Vuoi ricevere le news di GreenPlanner direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti al canale WhatsApp oppure al canale Telegram e non perderti più nessuna informazione.
Il video della settimana
Gli amuleti di Minrl: gioielli che danno valore al riciclo
In un laboratorio milanese si producono ciondoli con metalli preziosi di recupero o provenienti da fare trade. Anche i simboli scelti sono importanti per rendono consapevoli chi li indossa. Ce ne parla Paula Andrea Callejas Greiffenstein, in questa nuova puntata di Pink&Green.
Seguici sul nostro canale Youtube: ISCRIVITI!
Vuoi ricevere le news di GreenPlanner direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti al canale WhatsApp oppure al canale Telegram e non perderti più nessuna informazione.
Acquista le nostre pubblicazioni
GreenPlanner 2026, l’almanacco della sostenibilità (15€ - edizione cartacea)
Mappa degli orti botanici universitari (9,90€ - foglio singolo)
GreenNotes, guida alla mobilità elettrica (9,90€ - edizione cartacea)
GreenNotes, guida alla mobilità elettrica (6,99€ - edizione ebook)
Pink&Green, l’economia circolare parte dalle donne (4,99€ - edizione ebook - ITA ed ENG)




