Obiettivi di Sviluppo sostenibile in Europa: progresso fermo e nuove fratture sociali
Il nuovo rapporto europeo sugli Sdg evidenzia stagnazione su clima, biodiversità e inclusione sociale. Paesi nordici in testa, ma crescono ledisuguaglianze e cala la priorità politica dell’Agenda 2030
Il nuovo Europe Sustainable Development Report 2026, pubblicato dal gruppo di ricerca Un Sustainable Development Solutions Network, evidenzia una stagnazione nel percorso europeo verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Nonostante l’Europa occupi ancora le prime posizioni globali, nessun Paese è oggi in linea con il pieno raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.
Le criticità principali riguardano clima (Sdg 13), biodiversità (Sdg 14 e 15), modelli di produzione e consumo (Sdg 12) e agricoltura sostenibile (Sdg 2).
Circa il 40% delle emissioni associate ai consumi europei è generato fuori dall’Ue, confermando il peso delle emissioni importate e la necessità di intervenire sulle catene globali del valore.
Sul fronte sociale, l’Indice Leave-No-One-Behind (Lnob) segnala un aumento della deprivazione materiale in Paesi ad alta performance. In Finlandia e Svezia il tasso è triplicato dal 2021; in Germania si è tornati ai livelli pre-2015.
I Paesi candidati all’adesione registrano uno scarto medio di oltre 11 punti rispetto alla media Ue nell’Sdg Index.
L’edizione 2026 vede ancora in testa Finlandia, Svezia e Danimarca, mentre la Norvegia guida l’indice Lnob. Tuttavia, anche i Paesi nordici affrontano sfide rilevanti su clima e biodiversità.
Preoccupa inoltre la minore centralità politica degli Sdg nei documenti della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Contestualmente, cala la fiducia nei governi nazionali e diminuisce l’assistenza pubblica allo sviluppo, con pochi Paesi ancora allineati all’obiettivo dello 0,7% del Rnl.
Il rapporto indica percorsi basati su evidenze scientifiche: integrazione dei Piani energia-clima al 2050, linee guida eque per le emissioni agricole, strategie di bioeconomia sistemiche e rafforzamento della finanza sostenibile.
La leadership europea resta solida nelle classifiche, ma il rilancio richiede coerenza politica, strumenti finanziari adeguati e un approccio realmente intersettoriale.
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