Dieta sostenibile: meno carne e latticini per ridurre emissioni, costi sanitari e impatto ambientale
Uno studio dell'Università di Edimburgo evidenzia come una moderata riduzione del consumo di carne e latticini possa migliorare salute, ambiente e sostenibilità economica senza aumentare i costi
Lo studio scientifico dimostra che piccole modifiche nell’alimentazione possono ridurre l’impatto climatico senza aumentare la spesa delle famiglie
La transizione ecologica passa anche dalla tavola. Secondo una ricerca coordinata dall’Università di Edimburgo, ridurre moderatamente il consumo di carne e latticini e sostituirne una parte con verdure, legumi, fagioli e uova consentirebbe di diminuire sensibilmente le emissioni di gas serra, migliorare gli indicatori di salute pubblica e contenere i costi alimentari.
Lo studio ha valutato 33 differenti scenari alimentari elaborati sulla base delle raccomandazioni del Climate Change Committee del Regno Unito, analizzando contemporaneamente emissioni, consumo di suolo e acqua, qualità nutrizionale, costi delle diete e ricadute sanitarie.
I risultati indicano che anche modifiche limitate nelle abitudini quotidiane, come sostituire parte della carne nei pasti più comuni, possono produrre benefici significativi quando adottate su larga scala.
Tutti gli scenari esaminati mostrano una riduzione delle emissioni climalteranti e un minore utilizzo delle risorse naturali. Dal punto di vista sanitario emergono effetti altrettanto rilevanti.
Una minore assunzione di carne rossa e trasformata è associata a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
I ricercatori stimano che concentrando gli interventi sui maggiori consumatori di carne sarebbe possibile prevenire quasi 60.000 nuovi casi di diabete nell’arco di dieci anni.
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Una dieta sostenibile che fa bene anche al portafoglio delle famiglie
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il costo delle diete. Contrariamente a quanto spesso si ritiene, la maggior parte delle sostituzioni alimentari analizzate non comporta aumenti significativi della spesa complessiva delle famiglie.
L’analisi conferma inoltre che l’impronta climatica dei consumi alimentari supera quella della sola produzione agricola nazionale, evidenziando l’importanza di politiche che affianchino l’innovazione nei sistemi produttivi con interventi capaci di orientare la domanda verso modelli di consumo più sostenibili.
Per i ricercatori, rendere gli alimenti salutari e a basso impatto ambientale più accessibili, convenienti e facilmente disponibili rappresenta uno degli strumenti più efficaci per accelerare la transizione ecologica e migliorare contemporaneamente la salute della popolazione.
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